Non c’è peggior cieco di chi crede di vedere

La guarigione del cieco nato nel Vangelo di Giovanni è un capolavoro di ironia, nel quale tutti un po’ dovremmo riconoscerci.

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@hadigern via Twenty20

Perché è difficile cambiare? Cambiare è difficile come per un cieco tornare a vedere.

“Gli uomini non cambiano” dice una bellissima e tristissima canzone.
Secondo il Vangelo, solo Gesù, qualche volta, ci riesce. Anche così possiamo interpretare il famoso episodio del cieco nato.

Gesù lo guarisce, ma tutto il mondo intorno a lui non accetta quello che è successo. Nessuno vuole vedere come stanno realmente le cose: il cieco è stato guarito. Quell’uomo adesso vede, ma tutti gli altri continuano a negare la realtà. Chi è il vero cieco?

Il Vangelo, qui come in altri passi, ha un forte senso dell’ironia.

Ma questa ironia è rivolta proprio a noi che lo leggiamo e ci sentiamo, per qualche motivo “buoni”, non agli altri che, forse inconsciamente, scriviamo sulla lavagna dal lato dei cattivi.

Il motivo per cui non riusciamo a cambiare, anche quando dovremmo, è che continuiamo a vedere e giudicare le cose sempre allo stesso modo, senza saper scorgere le novità e il cambiamento.

Non vediamo, non perché non abbiamo occhi per vedere o intelligenza per capire, ma perché abbiamo la vista e il pensiero occupati da altre cose. Preferiamo il nostro solito modo di vedere o le nostre solite convinzioni alla verità. Mentre per accettare le cose come stanno occorre coraggio e trasparenza interiore.

Facile a dirsi, però, anche se è dura, è così.

Ricordo un vecchio cartone che mi piaceva molto quando ero bambino: Mister Magoo. Non smettevo di ridere perché Magoo vedeva a malapena, ma non ne era consapevole, perciò trasformava tutto ciò che aveva davanti in un oggetto che stava solo nella sua fantasia, mettendosi in situazioni sempre più ridicole.

Ecco, noi siamo Mister Magoo. Ci mettiamo in testa una cosa e pensiamo che sia giusta e vera, senza aver il coraggio di ammettere i fatti, senza riconoscere che possiamo aver sbagliato. Visti da fuori, facciamo un po’ ridere, come fanno sorridere amaramente i personaggi del Vangelo che non vogliono vedere che il cieco è stato guarito.

Le nostre idee, le nostre convinzioni, sono dunque qualcosa che non vogliamo mollare, ma che spesso ci impallano la realtà.

Essere ciechi non è un problema, se sai che è un problema. Ma se sostieni a tutti i costi di vedere, beh, allora la faccenda si fa seria.

“Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere” dice il proverbio.
In questo caso, però, non c’è peggior cieco di chi crede di vedere.

Bella a tutti!

Per approfondire (e sostenere il blog):

Autore: Gianmario Pagano

Scrittore, autore, sceneggiatore, insegnante, prete romano.

Un commento su “Non c’è peggior cieco di chi crede di vedere”

  1. E se fosse stato un falso cieco?
    Prova a rileggere il vangelo pensando che il cieco è stato (sg)amato.
    Spesso i Farisei rimproveravano Gesù che faceva queste cose di Sabato, mentre loro solo negli altri giorni.

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