Un trucco per fare (bene) quello che non ci va di fare

Siamo specialisti nel rimandare, perché fare cose importanti ci stressa. Lo facciamo per esempio con lo studio. Ecco un metodo semplice e vincente.

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Dovete recuperare qualche materia? Sostenere un esame difficile ma che non vi appassiona? Non volete rovinarvi l’estate ma non riuscite proprio a prendere l’abitudine di studiare? Avete un progetto a lungo termine che rimandate sempre?

Ecco come fare.

Raggiungere alcuni obiettivi è difficile non perché siano difficili in se stessi, ma perché richiedono un impegno a lungo termine. Per andare bene a scuola o riuscire negli esami universitari non bisogna essere molto intelligenti, serve in realtà solo una cosa: che lo studio diventi per voi un’abitudine, qualcosa che fate tutti i giorni, come lavarsi, mangiare o andare al bagno.

La differenza tra le buone e le cattive abitudini è che spesso quelle cattive ci danno una gratificazione immediata.

Essere promossi a fine anno senza debiti o laurearci nei tempi sono grandi gratificazioni, ma arrivano dopo mesi o anni.

Allora come si fa?

Ecco il segreto: spezzate un grande impegno in tanti pezzi più piccoli.

Ogni grande casa è fatta di mattoni. In pratica questo significa che se volete raggiungere un obbiettivo dovete pensarlo come fatto di tanti piccoli obbiettivi più piccoli. Dividete un impegno a lungo termine in tanti piccoli obbiettivi a breve termine.

In pratica, p. es., fate così. Prendete un timer e fissate un intervallo di 25 minuti. Cominciate a studiare e per quei venticinque minuti non ammetterete alcuna distrazione. Finito l’intervallo, concedetevi qualcosa che vi rilassi, senza impegnare la mente: ascoltare il vostro brano musicale preferito, alzarsi e sgranchirsi, fare esercizio.

Io consiglio di prendere un foglio di carta, magari un diario o un calendario, e segnare una stanghetta, come a indicare un punteggio raggiunto. Proprio quella stanghetta sarà la vostra gratificazione. Potete trasformare la cosa in un gioco e aiutarvi con una applicazione.

Io ne uso una, che si chiama “Forest” e che trovate sia per iOS che per Android. Per ogni intervallo di studio che avrete portato a termine senza interruzioni potrete piantare un alberello. La cosa vi sembrerà cretina, ma non lo è.

Ricordate che la nostra natura cerca sempre gratificazioni. Non sottovalutate la sensazione piacevole di aver concluso qualcosa, di aver riempito un’intera schermata di alberelli o un foglio di stanghette. A lungo termine, la soddisfazione finale vera sarà quella di aver raggiunto il vostro scopo: essere promossi. Ma nel frattempo avrete preso l’abitudine a studiare e a smettere di cazzeggiare, qualcosa insomma che cambierà la vostra vita decisamente in meglio.

È un metodo che può aiutarvi parecchio con qualunque cosa vi pesi fare, nonostante già sapete sia importante.

Commentate, fatemi sapere la vostra e, soprattutto, se per voi il metodo funziona.

Bella a tutti!

Per approfondire:

Autore: Gianmario Pagano

Scrittore, autore, sceneggiatore, insegnante, prete romano.

Un commento su “Un trucco per fare (bene) quello che non ci va di fare”

  1. Buongiorno, chiedo gentilmente un suo pensiero s riguardo.
    Io e mia moglie siamo stati invitati a un matrimonio. La cugina di mia moglie si vuole unire civilmente con un altra donna. Come bisogna comportarsi ?
    Io personalmente sono contrario.
    In una lettera volevo declinare l’invito motivando la nostra contrarietà ad atti del genere.
    Succederanno dei malumori o delle frizioni ma non importa.
    Aspetto consiglio grazie.

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